Camping selvaggio

Écrit par Valerian Dormoy. Publié dans Un mot, une image, un verset

L’acqua della doccia è gelata, il confort fa pena, c’è un sacco di gente che non conosci, con cui preferiresti non avere a che fare: benvenuto in campeggio, in colonia di vacanze o in un campo!

La vita con Dio è come se tu vivessi sempre in vacanza in un camping?

Lo spazio per campeggiare è la superficie terrestre. Dio ti ci ha piazzato (a) temporaneamente perché tu possa vivere senza affezionarti troppo a cose effimere ma dimostrando a quante più persone possibile che qualcuno ti ha creato (a), che ti ama e che ti aspetta per l’eternità in un posto meraviglioso. Non dimenticare mai che sei solo un passeggero sulla Terra. Quando morirai, scambierai la tua tenda Quechua piena di buchi con un palazzo magnifico dove vivrai con tutti i tuoi amici che avranno scelto di vivere con Dio! Leggi i versetti 11 e 12 del capitolo 2 della prima lettera di Pietro. Ti mostrano che in qualità di squatter di questo campeggio terrestre creato da Dio, le tue parole e le tue azioni possono influenzare l’avvenire eterno dell’umanità:

«Carissimi, io vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dai desideri della carne che fanno guerra all'anima. La vostra condotta tra i pagani sia irreprensibile, perché mentre vi calunniano come malfattori, al vedere le vostre buone opere giungano a glorificare Dio nel giorno del giudizio.»

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